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L’uomo si sta allontanando sempre più dalla natura, le civiltà cosiddette progredite le stanno sottraendo spazi, sono responsabili della distruzione della sua biodiversità (attraverso l’inquinamento, il falso sviluppo sostenibile: biocarburanti prodotti attraverso colture devastatrici, piante geneticamente modificate che producono altro inquinamento ecc. ecc.)
Biodiversità intesa sia come diversità dei prodotti della natura che come diversità dei tipi umani (il razzismo dilaga sempre più ovunque).
Le nostre città stanno diventando sempre più grigie, in tutti i sensi; visivo: i colori della natura sono quasi cancellati, prevale per l’appunto il grigio del cemento, dello smog; olfattivo: abbiamo sostituito gli odori della natura con la puzza dei gas; uditivo: i suoni della natura sono soffocati da quelli meccanici… ma anche in senso metaforico: siamo grigi di fronte alle nostre diversità, non siamo più capaci di accogliere veramente l’altro, vogliamo uniformarlo a noi!
Bisognerebbe sedersi intorno ad un tavolo e riflettere: ed è proprio quello che abbiamo cercato di fare io e gli studenti del mio corso, prendendo spunto dal progetto “Oltre il giardino- Un giardino globale” presente alla 12. Biennale architettura, che definisce tra l’altro il giardino come un luogo di “riposo e contemplazione fuori del tempo...santuario interiore, labirinto per un viaggio mentale e solitario… luogo dunque di contemplazione, meditazione, riflessione.
Il mio intento è stato quello di far capire che la salvaguardia della natura ci può aiutare a vivere meglio, e che abbiamo una enorme e impellente responsabilità nei suoi confronti.
Chi di noi almeno una volta nella vita non ha desiderato un giardino immaginando alberi, piante, fiori particolari secondo i propri gusti? Ma quanti hanno pensato ad un abito realizzato con elementi naturali: fiori, foglie, rami, radici…ecc.? E’ quello che gli studenti del mio corso hanno progettato e realizzato quest’anno. Il loro giardino vuole essere un canto di gioia per tutti gli elementi della natura, per tutte le diversità.
Prof. Maurizio Zennaro Accademia di Belle Arti di Venezia
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