Global Garden & Art
oltre il giardino - un giardino globale
Arte & Immaginazione
Il giardino perduto nella Genesi PDF Stampa E-mail
Scritto da Manlio Gaddi   

Il giardino è un luogo aperto e delimitato, preposto alla coltivazione di piante da frutto, da fiore o da arredamento (più propriamente dette ornamentali). Il giardino solitamente è situato in prossimità di edifici privati o pubblici, ma può trovarsi anche isolato da questi, prendendo il nome solitamente di parco. Nell'accezione comune quando si parla di giardino si intende solitamente quello di tipo ornamentale, mentre si usa il termine orto per indicare quello in cui si coltivano ortaggi a scopo alimentare (orticoltura).

Usando la parola “giardino” è spontaneo che venga richiamato alla mente Il Giardino dell’Eden, o Paradiso Terrestre, citato nella Genesi , da cui furono cacciati i nostri progenitori rei di aver cercato la verità attraverso la conoscenza. E ancora oggi la ricerca della verità è opera ardua e difficile, che molti cercano di ostacolare con tutte le loro forze.

L’interpretazione, o decodifica secondo altri autori, di un’opera d’arte è fatto strettamente personale, legato alla sensibilità ed alla cultura dell’osservatore, ed anche in qualche modo anche al suo stato d’animo nel momento in cui osserva.

Così come per le altre arti. A titolo esemplificativo la Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore "Eroica" di Ludwig van Beethoven induce all’allegria o alla tristezza?

Osservando, leggendo le opere sui giardini qui presentate viene spontaneo l’accostamento al Giardino perduto, ed ai suoi abitanti, collegando (arbitrariamente sulla base dell’estro del momento) gli artisti ai vari momenti della Genesi.

Nasce così un racconto.

Ecco allora che L’Iddio del Genesi 1:1^ (Nel principio Iddio creò i cieli e la terra) può essere visualizzato umanizzando la raffigurazione geometrica (del territorio?) di Enrico Dalla Torre; e le prime raffigurazioni della terra Genesi 1:2^ (E la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque) non ancora giardino ma plasma in evoluzione di Luigi Mainolfi, o terra in raffreddamento di Renata Boero, o ancora terra informe e vuota di Ernesto Tatafiore con già l’inquietante presenza della Trinità che la sovrasta.

Giunge alfine la luce con Genesi 1:3^ ("Sia la luce!" E la luce fu.) e Hsiao Chin mostra la marcia di avvicinamento dei fotoni, mentre Getulio Alviani esplode dal nero del nulla lo spettro cromatico.

Ma per fare un giardino serve la terra ed ecco che Dio separa le acque e fa in modo che appaia l’asciutto in Genesi 1:9^ come raffigurato da Elisa Montessori  per la fase iniziale, e poi da Gillo Dorfles che raffigura già la divisione fra terra e mare.

È a questo punto che nascono orti e giardini, operazione descritta in Genesi 1:11^ (Poi Dio disse: "Produca la terra della verdura, dell’erbe che faccian seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra". E così fu.) Ottavio Missoni raffigura i germi primordiali, i semi che Francesco Stefanini trasforma in prati, erbe e arbusti.

Dopo le piante arrivano gli animali in Genesi 1:20^ (Poi Dio disse: "Producano le acque in abbondanza animali viventi, e volino degli uccelli sopra la terra per l’ampia distesa del cielo".) ed ecco che Carla Tolomeo riempie il mare di tartarughe colorate e felici.

Ora che il mondo è pronto arriva finalmente il Giardino per definizione, descritto in Genesi 2:8^ (E l’Eterno Iddio piantò un giardino in Eden, in oriente, e quivi pose l’uomo che aveva formato.), questo è raffigurato da Plinio Mesciulam che vede il giardino come un labirinto, dove evidentemente è possibile perdersi, e che vede al centro del percorso quello che quasi sicuramente è l’Albero della Conoscenza, con il frutto proibito.

Ma Adamo ed Eva come sono? La risposta viene data da Alessandro Mendini, che vede due vasi di fiori prodotti evidentemente dal Giardino, e da Simon Benetton che lavora la sintesi delle due figure nel metallo.

Ma essendo giunti alla ricerca della conoscenza, e di questo dobbiamo essere grati a Eva che probabilmente mai Adamo da solo ci sarebbe giunto, ecco la cacciata dall’Eden di Maurizio Mochetti, che pone la coppia in un mirino telescopico, verso il centro dell'azione.

Infatti è nel mondo che conosciamo che i due sono stati esiliati, e noi con loro, mondo stilizzato da Tino Stefanoni e particolareggiato da Tono Zancanaro in due opere che sembrano complementari.

Questo è un racconto, altre storie possono essere raccontate ordinando in maniera diversa le opere; altre letture possono essere date delle opere stesse, dipende solo dall’osservatore.

Esistono anche altri giardini, migliaia e migliaia, fra gli altri il Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch.
Anche l’origine del mondo è stata raccontata in altri modi, ricordo qui solo la visione di Gustave Courbet;  ma questa è un’altra storia.