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Dittico 1998: “ Polveri” - 46,5 x 34,2 e “ Polveri” - 46,5 x 34,2 - Tecnica mista su carta
Nasce a Rotondi (Avellino) nel 1948, vive e lavora Torino. Si trasferisce a Napoli, dove riceve una formazione pittorica all'Accademia di Belle Arti, e nel 1973 a Torino, in un momento di forte attività del gruppo dell'Arte Povera e della "nuova pittura" di referente analitico e astratto. Mainolfi risponde dapprima a queste sollecitazioni con alcune esperienze nell'ambito della performance, per poi volgersi al recupero della dimensione dell'artista che plasma e costruisce con la materia: si avvia infatti ad elaborare un nuovo personale linguaggio scultoreo intorno al 1979, anno in cui inizia la Campana (1979-1980), una grande forma in gesso costruita fisicamente con le mani e destinata ad accogliere graffiti e scrittura. Inizia ad operare allora con materiali poveri e naturali come la terracotta, il gesso, la pietra lavica, oltre che con fusioni in bronzo.
Fino dal 1980 egli giunge, con i Paesaggi, ad un uso senza precedenti in ambito contemporaneo della terracotta policroma. Nelle opere dell'82 la terracotta ha già raggiunto quell' aspetto epidermico che gli sarà caratteristico, una superficie che pare spugnosa. A queste opere seguono poi gli elementi sonori e simbolici derivati dalla Campana, come i battacchi, le mazze da percussione, le nacchere-conchiglie.
Le opere degli anni Novanta rivelano una sorta di raffreddamento nell'epidermide, che si regolarizza sempre più nelle Città, monumentali strutture piramidali, su cui sono impresse a stampino piccole finestre. Ancora più freddi sono i Paesaggi in ferro, dove la modulazione della superficie é realizzata con lamelle sovrapposte. Il curriculum espositivo di Mainolfi é fittissimo, dalle Documenta di Kassel alle Biennali di Venezia o Quadriennali d'Arte di Roma.
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