Architettura & Paesaggio nell’arte
Il paesaggio come incontro (tra storia e luoghi) e come dimensione “soggettiva”
Il paesaggio è un complesso territoriale dotato di qualità morfologiche ed ambientali e/o una rappresentazione elaborata a livello personale, in uno stato d’animo meditativo pregna di sensazioni e di emozioni, che può essere comunicata artisticamente tramite linguaggi figurativi o verbali.
La pittura a soggetto geografico-paessaggistico si collega alla storia dell’arte (Botticelli, Leon Battista Alberti,…).
Anche nella pittura romana l’arte di progettare e coltivare i giardini era diffusa e fino alle soglie dell’età moderna l’idea di paesaggio rimane nel grande regno delle arti figurative.
Con l’impressionismo la natura diviene luogo di immersione, totalità dell’esperienza visiva la vera unica maestra.
Anche oggi gli artisti, da sempre attenti e sensibili ai segni premonitori di cambiamento nel milieu tanto fisico quanto intellettuale, sanno coniugare, complessificare e declinare secondo le attuali tendenze, i più recenti paradigmi, le problematiche ambientaliste-ecologiste del nostro tempo (v. Beuys, Hundertwasser, Christò&Jeanne Claude ).
Come hanno fatto arte, cinema anche la letteratura e la fotografia affidano agli elementi specifici dei loro linguaggi, un giudizio estetico sul giardino.
Nella fotografia l’inquadratura può risultare la recinzione all’interno della quale lo sguardo del fotografo cerca di ri-velare un possibile segreto che simbolicamente rappresenti il genius loci, la creatura che da anima e splendore allo spazio.
E a condividere l’importanza del giardino troviamo nella letteratura italiana, vari esempi dai documenti antichi della lingua volgare, a Francesco Petrarca, a Boccaccio, all’hortus larvarum di Gabriele D’Annunzio per giungere al termine di questo viaggio nel verde con la speranza di rinnovamento di Andrea Zanzotto “Cieli di giardino sorgete ancora dai vostri spazi”.
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