Global Garden & Art
oltre il giardino - un giardino globale
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La Giudecca è il territorio veneziano più ricco di verde e la sua storia ci racconta di un’isola  anticamente abitata da pescatori, pastori e soprattutto da ortolani che coltivavano vari ortaggi, uva e alberi da frutto. La sua forma allungata e poco profonda era sede di vari insediamenti monastici e residenziali delle famiglie nobili che qui avevano le residenze estive.  Numerose sono le testimonianze storiche, pittoriche e fotografiche che illustrano la realtà e la vita agreste dell’isola tra tutte si ricorda la storia di un signore inglese Frederic Eden che verso la fine dell’ottocento, durante una passeggiata in gondola, notò questi luoghi e decise acquistare un terreno per realizzare un orto-giardino della bellezza del quale, dopo la sua morte, non rimane molto. Dopo l’acquisto nel 1979 da parte dell’architetto e pittore Friederich Huntertwasser sostenitore di un’architettura in armonia con la natura venne prima, in linea con la sua filosofia, lasciato crescere in modo naturale e selvaggio e, dopo la sua morte progressivamente abbandonato e ancor oggi chiuso al pubblico.

Sempre nell’isola della Giudecca nell’ottica che vede un’abitudine consolidata in molte carceri francesi del recupero delle persone attraverso la coltivazione di ortaggi e piante, nel terreno del antico monastero delle Convertite, trasformato nell’ottocento in carcere femminile, da diversi anni si attua un progetto che vede coinvolte le donne del carcere nella coltivazione dell’orto e delle piante officinali.

orti della orti della casa di reclusione casa di reclusione donne- Veneziadonne- Venezia

(dal 1994 la cooperativa Rio Terà dei Pensieri organizza “misure alternative alla cella” dentro gli istituti di pena veneziani: percorsi formativi e attività produttive che restituiscono a decine di uomini e donne la possibilità di impegnarsi e assumersi responsabilità, la dignità di un lavoro equamente retribuito, la speranza racchiusa in una crescita professionale).
Oggi distribuiti tra carcere maschile di S. Maria Maggiore e quello femminile della Giudecca, sono attivi sei corsi di formazione e sette laboratori attrezzati.
Il loro lavoro viene commercializzato attraverso la vendita al dettaglio e commissioni pubbliche e private.)

Progetto OASIProgetto OASIAllontanandoci da Venezia  troviamo a Treviso all'interno dell’Ospedale pediatrico il progetto per la realizzazione di una zona per l'umanizzazione delle cure denominata “Oasi” curato da Alessandra Dalle Mule. La presenza di uno spazio verde realizzato come un giardino naturale permette ai piccoli malati che lo frequentano di liberare la mente dalla tensione che l'ospedalizzazione provoca inevitabilmente. La scelta di elementi di gioco come la tenda degli indiani e i cervi topiati vogliono sdrammatizzare il contesto e stimolare la fantasia, mentre il ruscello che si snoda dalla sala interna all'esterno vuole essere sia simbolo di vita che riferimento alla città di Treviso e al fiume Sile che si intravvede dal terrazzo.

Lungo un altro fiume friulano-veneto troviamo il complesso monumentale-paesaggistico di Villa Varda, di proprietà dell’ Amministrazione Comunale di Brugnera (Pordenone), originariamente “guardia” del fiume Livenza, che si  trasforma in Villa - nel XV secolo - con la nobile famiglia veneziana dei Querini.  Molteplici le trasformazioni nel corso dei secoli, quale l’elegante “Chiesetta del parco” voluta dai nobili Mazzoleni … sino all’attuale configurazione del parco voluta da Carlo Marco Morpurgo che, nella seconda metà dell’ Ottocento, avviò gli interventi di ristrutturazione secondo gli stilemi del parco all’inglese. Uno degli elementi dominanti del parco sono i viali di tigli che strutturano geometricamente l’intera area, facilitando gli usi agricoli e incorniciando i prati secondo configurazioni geometriche... Proprio quale prosecuzione Progetto studio Pescarollo per il nuovo ponte ciclopedonale di Villa Varda-MorpurgoProgetto studio Pescarollo per il nuovo ponte ciclopedonale di Villa Varda-Morpurgonaturale  di un maestoso viale esistente, viene localizzato il nuovo ponte ciclopedonale di Villa Varda-Morpurgo. Vera e propria “porta territoriale che unisce l’economia della mobilità lenta” - la green economy- di Friuli Venezia Giulia e Veneto…

Un manufatto -progettato dallo studio Roberto Pescarollo di Venezia- caratterizzato da un’estrema leggerezza formale, con due capriate di 55 metri altamente ingegnerizzate nei suoi componenti, per segnalare questo “caposaldo navigabile” del progetto interprovinciale GiraLivenza.